Disuguaglianza tra media aritmetica e media geometrica

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In matematica, la disuguaglianza tra media aritmetica e media geometrica, o più brevemente la disuguaglianza MA-MG, afferma che la media aritmetica di una lista di numeri reali è maggiore della media geometrica della stessa lista; e inoltre, che le due medie sono uguali se e solo se ogni numero nella lista è lo stesso.

Il caso non banale più semplice, per due numeri reali non negativi x e y, è la disuguaglianza:

x+y2xy

con l'uguaglianza se e solo se x=y. Questo caso può essere visto dal fatto che il quadrato di un numero reale è sempre non negativo (maggiore o uguale a zero) e dal caso elementare (a±b)2=a2±2ab+b2 della formula binomiale:

0(xy)2=x22xy+y2=x2+2xy+y24xy=(x+y)24xy.

Quindi (x+y)24xy, con l'uguaglianza precisamente quando (xy)2=0, cioè x=y. La disuguaglianza MA-MG segue poi applicando la radice quadrata ad ambo i membri.

Per un'interpretazione geometrica, si consideri un rettangolo con lati di lunghezza x e y, perciò ha perimetro 2x+2y e area xy. In modo simile, un quadrato con il lato di lunghezza xy ha perimetro 4xy e la stessa area del rettangolo. Questo caso della disuguaglianza MA-MG implica per i perimetri che 2x+2y4xy e pertanto che il quadrato ha il minore perimetro tra tutti i rettangoli di uguale area.

Estensioni della disuguaglianza MA-MG sono disponibili per includere medie pesate o generalizzate.

Media aritmetica e geometrica

La media aritmetica, o meno precisamente la media, di una lista di n numeri x1,x2,...,xn è la somma dei numeri divisa per n:

x1+x2++xnn.

La media geometrica è simile, eccetto che è definita solo per una lista di numeri non negativi, e usa la moltiplicazione e la radice n-esima invece della somma e divisione:

x1x2xnn.

Se x1,x2,...,xn>0, questo è uguale all'esponenziale della media aritmetica dei logaritmi naturali dei numeri:

exp(lnx1+lnx2++lnxnn).

La disuguaglianza

Riaffermando la disuguaglianza usando la notazione matematica, si ha che per ogni lista di n numeri non negativi x1,x2,...,xn,

x1+x2++xnnx1x2xnn,

e vale l'uguaglianza se e solo se x1=x2==xn.

Interpretazione geometrica

In due dimensioni, 2x1+2x2 è il perimetro di un rettangolo con lati di lunghezza x1 e x2. In modo simile, 4x1x2 è il perimetro di un quadrato della stessa area x1x2 del rettangolo. Quindi per n=2 la disuguaglianza afferma che solo il quadrato è fra i rettangoli aventi la stessa area quello che ha il perimetro minore.

La vera disuguaglianza è un'estensione di quest'idea a n dimensioni. Ogni vertice di una scatola n-dimensionale è connesso a n spigoli. Se le miure di questi spigoli sono x1,x2,...,xn, allora x1+x2++xn è la lunghezza totale degli spigoli incidenti in quel vertice. Ci sono in totale 2n vertici, quindi si moltiplica n per 2n; poiché ogni spigolo, tuttavia, incontra sue vertici, ciascuno dei primi sono contati due volte. Pertanto, si divide il risultato per 2 e si conclude che ci sono n2n1 spigoli. Ci sono lo stesso numero di spigoli per ogni lunghezza, quindi ci sono 2n1 spigoli per ogni x1,...,xn e la loro lunghezza totale è perciò 2n1(x1+x2++xn). D'altra parte,

2n1nx1=2n1nx1x2xnn

è la lunghezza totale degli spigoli connessi a un vertice in un cubo n-dimensionale di uguale volume, poiché in questo caso x1=x2==xn. Siccome la disuguaglianza afferma che

x1+x2++xnnx1x2xnn,

moltiplicando entrambi i membri per n2n1 si ottiene

2n1(x1+x2++xn)2n1nx1x2xnn

con l'uguaglianza se e solo se x1=x2=...=xn.

Così la disuguaglianza MA-MG afferma che fra le scatole n-dimensionali di uguale volume, l'n-cubo ha la minore somma delle lunghezze degli spigoli connessi a ciascun vertice.[1]

Esempio di applicazione

Si consideri la funzione

f(x,y,z)=xy+yz+zx3

per ogni numero reale positivo x,y e z. Si supponga di trovare il minimo valore della funzione. Prima la riscriviamo come:

f(x,y,z)=6xy+12yz+12yz+13zx3+13zx3+13zx36=6x1+x2+x3+x4+x5+x66

con

x1=xy,x2=x3=12yz,x4=x5=x6=13zx3.

Applicando la disuguaglianza MA-MG per n=6, si ha

f(x,y,z)6xy12yz12yz13zx313zx313zx36=6122333xyyzzx6=22/331/2.

Inoltre, si sa che i due membri sono esattamente uguali quando tutti i termini della media sono uguali:

f(x,y,z)=22/331/2quandoxy=12yz=13zx3.

Tutti i punti (x,y,z) soddisfacenti questa condizione giacciono su una semiretta che parte dall'origine e sono dati da

(x,y,z)=(t,233t,332t)cont>0.

Applicazioni pratiche

Un'importante applicazione pratica nella matematica finanziaria è il calcolo del tasso di rendimento: il ritorno annuo, calcolato attraverso la media geometrica, è minore del ritorno annuo medio, ricavato da una media aritmetica (o uguali se tutti i profitti sono uguali). Questo è importante nell'analisi degli investimenti, poiché il ritorno medio sopravvaluta l'effetto cumulativo.

Dimostrazioni della disuguaglianza MA-MG

Dimostrazione usando la disuguaglianza di Jensen

La disuguaglianza di Jensen afferma che il valore di una media aritmetica calcolata in una funzione concava è maggiore o uguale della media aritmetica dei valori della funzione. Poiché la funzione logaritmo è concava, si ottiene

log(xin)(1/n)logxi=(logxi1/n)=log(xi1/n).

Prendendo l'esponenziale di entrambi i membri, si ha la disuguaglianza MA-MG.

Dimostrazioni per induzione

Si deve mostrare che

x1+x2++xnnx1x2xnn

con l'uguaglianza se e solo se tutti i numeri sono uguali. Se xixj, allora sostituendo sia xi sia xj con (xi+xj)/2 lascerà la media aritmetica inalterata, ma incrementerà la media geometrica sulla destra perché

(xi+xj2)2xixj=(xixj2)2>0.

Così il membro destro sarà il più grande quando tutti gli xi sono uguali alla media aritmetica

α=x1+x2++xnn,

e siccome questo è il maggior valore del membro destro, si ha

x1+x2++xnn=α=αααnx1x2xnn.

Questa è una dimostrazione valida per il caso n=2, ma la procedura di prendere iterativamente medie di coppie di numeri può fallire nel produrre valori uguali nel caso n3. Un esempio di questo caso è x1=x2x3: Prendendo la media di due numeri differenti se ne ottengono due uguali, ma il terzo è ancora diverso. Perciò, non si avrà mai una disuguaglianza sulla media geometrica di tre numeri uguali.

Quindi, un trucco in più o un diverso ragionamento è necessario per trasformare l'idea precedente in una valida dimostrazione per n3.

Dimostrazione per induzione #1

Con la media aritmetica

α= x1++xnn

di numeri reali non negativi x1,...,xn, la disuguaglianza è equivalente a

αnx1x2xn

con l'uguaglianza se e solo se α=xi per ogni i1,...,n. Per la seguente dimostrazione si applica il principio d'induzione e solo ben conosciute regole di aritmetica.

Base induttiva: Per n=1 l'enunciato è vero con l'uguaglianza.

Ipotesi induttiva: Si supponga che la disuguaglianza valga per ogni scelta di n numeri reali non negativi.

Passo induttivo: Si consideri n+1 numeri reali non negativi x1,...,xn+1. La loro media aritmetica α soddisfa

(n+1)α= x1++xn+xn+1.

Se tutti i xi sono uguali ad α, allora si ha l'uguaglianza e si è concluso. Nel caso in cui qualcuno non è uguale a α, deve esistere un numero della lista che è più grande della media α e un altro che è più piccolo. Senza perdita di generalità, si possono riordinare i xi in modo da collocare questi due particolari elementi alla fine: xn>α e xn+1<α. Allora

(xnα)>0αxn+1>0
(xnα)(αxn+1)>0.(1)

Ora si definisce y come

y:=xn+xn+1αxnα>0,

e si consideri i n numeri x1,...,xn1,y che sono tutti non negativi. Poiché

(n+1)α=x1++xn1+xn+xn+1
nα=x1++xn1+xn+xn+1α=y,

Perciò, α è anche la media aritmetica degli n numeri x1,...,xn1,y e l'ipotesi induttiva implica

αn+1=αnαx1x2xn1yα.(2)

Grazie a (1) si sa che

(xn+xn+1α=y)αxnxn+1=(xnα)(αxn+1)>0,

quindi

yα>xnxn+1,(3)

in particulare α>0. Dunque, se almeno uno dei numeri x1,...,xn1 è zero, allora si aveva già la disuguaglianza stretta in (2). D'altra parte il membro destro della (2) è positivo e si ottiene la disuguaglianza stretta usando la stima (3) per avere un limite inferiore della parte destra della (2). Quindi, in entrambi i casi si può sostituire (3) in (2) per ottenere

αn+1>x1x2xn1xnxn+1

che completa la dimostrazione.

Dimostrazione per induzione #2

Prima di tutto si dimostra che per i numeri reali x1<1 e x2>1 vale

x1+x2>x1x2+1.

Infatti, moltiplicando entrambi i membri di x2>1 per 1x1, si ottiene

x2x1x2>1x1,

dalla quale si ricava immediatamente la disuguaglianza richiesta.

Ora, ora si andrà a dimostrare che per i numeri reali x1,...,xn tali che x1xn=1, vale

x1++xnn.

L'uguaglianza vale se x1==xn.

Base induttiva: Per n=2 l'enunciato è vero per la proprietà precedente.

Ipotesi induttiva: Si supponga che è vero per ogni numero naturale fino a n1.

Passo induttivo: Si consideri n numeri reali positivi x1,...,xn che soddisfano x1xn=1. Esisterà almeno un xk<1, quindi ci deve essere almeno un xj>1. Senza perdita di generalità, si pone k=n1 e j=n.

Inoltre, la condizione x1xn=1 si scrive nella forma (x1xn2)(xn1xn)=1. Qui l'ipotesi induttiva implica

(x1++xn2)+(xn1xn)>n1.

Tuttavia, tenendo conto della base induttiva, si ha

x1++xn2+xn1+xn=(x1++xn2)+(xn1+xn)>(x1++xn2)+xn1xn+1>n,

che completa la dimostrazione.

Dati i numeri positivi reali a1,...,an, si definiscono x1,...,xn come

x1=a1a1ann,...,xn=ana1ann.

I numeri x1,...,xn soddisfano la condizione x1xn=1. Così si ottiene

a1a1ann++ana1annn,

da cui si ricava

a1++anna1ann,

con l'uguaglianza che vale se e solo se a1==an.

Dimostrazione per induzione utilizzando il calcolo infinitesimale

La seguente dimostrazione utilizza il principio di induzione e basi di calcolo differenziale.

Base induttiva: Per n=1 l'enunciato è vero con l'uguale.

Ipotesi induttiva: Si supponga che la disuguaglianza MA-MG vale per ogni scelta di nnumeri reali non negativi.

Passo induttivo: Per dimostrare l'enunciato per n+1 numeri non negativi x1,...,xn,xn+1, si ha bisogno di verificare che

x1++xn+xn+1n+1(x1xnxn+1)1n+10

con l'uguaglianza se e solo se i n+1 numeri sono uguali.

Se tutti i numeri sono zero, l'enunciato vale con l'uguale. Se almeno un numero è non zero, si ha la disuguaglianza stretta. Pertanto, si può assumere che tutti i n+1 numeri sono positivi.

Si consideri l'ultimo numero xn+1 come una variabile e si definisca la funzione

f(t)=x1++xn+tn+1(x1xnt)1n+1,t>0.

Provare il passo induttiva corrisponde a mostrare che f(t)0 per ogni t>0, e che f(t)=0 solo se x1,...,xn,t sono uguali. Questo può essere fatto analizzando i punti critici di f usando calcolo differenziale basilare.

La derivata prima si f è data da

f(t)=1n+11n+1(x1xn)1n+1tnn+1,t>0.

Un punto critico t0>0 deve soddisfare f(t0)=0, che significa

(x1xn)1n+1t0nn+1=1.

Dopo pochi calcoli si ha

t0nn+1=(x1xn)1n+1,

e infine

t0=(x1xn)1n,

che è la media geometrica di x1,...,xn. Questo è l'unico punto critico di f. Poiché f(t)>0 per ogni t>0, la funzione è strettamente convessa e ha un massimo globale stretto in t0. Successivamente si calcola il valore della funzione nel punto di massimo:

f(t0)=x1++xn+(x1xn)1/nn+1(x1xn)1n+1(x1xn)1n(n+1)=x1++xnn+1+1n+1(x1xn)1n(x1xn)1n=x1++xnn+1nn+1(x1xn)1n=nn+1(x1++xnn(x1xn)1n)0,

dove la disuguaglianza finale vale per l'ipotesi induttiva. L'ipotesi afferma anche che si può avere l'uguaglianza se e solo se x1,...,xn sono tutti uguali. In questo caso, la loro media geometrica t0 ha lo stesso valore e quindi, a meno che x1,...,xn,xn+1 siano tutti uguali, si ha f(xn+1)>0, che completa la dimostrazione.

Questa tecnica può essere usata nella solita maniera per la disuguaglianza MA-MG generalizzata e la disuguaglianza di Cauchy-Schwarz nello spazio euclideo n.

Dimostrazione di Cauchy

La seguente dimostrazione per casi si basa direttamente su ben note regole di aritmetica ma impiega la tecnica dell'induzione "in avanti e a ritroso", usata molto raramente. La tecnica è essenzialmente di Augustin-Louis Cauchy e può essere trovata nel suo Cours d'analyse.[2] In questa variante del principio di induzione, una volta dimostrata vera la proprietà P(n) per n0, il passo induttivo consiste nel dimostrare che

  • P(n) è vera per n=2kn0 con k
  • P(2k)P(n) con n<2k

Perciò la tecnica si basa sul dimostrare prima che la proposizione è vera nel caso facile di una potenza di due ("in avanti"), e poi che è vero per ogni suo numero minore ("a ritroso"). L'idea intuitiva è quindi che, siccome le potenze di due diventano "arbitrariamente grandi" e per ogni loro intero minore vale l'enunciato, allora la dimostrazione riesce a "raggiungere" ogni numero naturale.

Il caso in cui sono tutti uguali

Se tutti i termini sono:

x1=x2==xn,

allora la loro somma è nx1, perciò la loro media aritmetica è x1; e il loro prodotto è x1n, perciò la loro media geometrica è x1. Pertanto, la media geometrica e aritmetica sono uguali, come desiderato.

Il caso in cui non sono tutti uguali

Rimane da mostrare che se non tutti i termini sono uguali, allora la media aritmetica è maggiore della media geometrica. Chiaramente, questo è possibile solo quando n>1.

Si passa ora a dimostrare il passo base e poi le due parti del passo induttivo.

Il passo base: n = 2

Se n=2, allora si hanno due termini, x1 e x2, e poiché (per ipotesi) non tutti i termini sono uguali, si ha:

(x1+x22)2x1x2=14(x12+2x1x2+x22)x1x2=14(x122x1x2+x22)=(x1x22)2>0,

quindi

x1+x22>x1x2

come desiderato.

Il sottocaso n = 2k

Si consideri il caso dove n=2k, dove k è un intero positivo. Si procede per induzione matematica.

Nel passo base, k=1, così n=2. La disuguaglianza vale per n=2 come dimostrato precedentemente.

Ora si suppone che per un dato k>1 la disuguaglianza valga per n=2k1 e si vuole dimostrare che anche 2k la soddisfa. Per farlo, si applica due volte la disuguaglianza per 2n1 numeri e una volta il caso n=2 per ottenere

x1+x2++x2k2k=x1+x2++x2k12k1+x2k1+1+x2k1+2++x2k2k12x1x2x2k12k1+x2k1+1x2k1+2x2k2k12x1x2x2k12k1x2k1+1x2k1+2x2k2k1=x1x2x2k2k

dove nella prima disuguaglianza, i due membri sono uguali solo se

x1=x2==x2k1

e

x2k1+1=x2k1+2==x2k

(in cui la media aritmetica e geometrica della prima sono entrambe uguali a x1, e similmente per la seconda); e nella seconda disuguaglianza, i due membri sono uguali solo se sono uguali le medie geometriche. Poiché non tutti i 2k numeri sono uguali, è impossibile che entrambe siano uguaglianze, così si ricava che:

x1+x2++x2k2k>x1x2x2k2k

come desiderato.

Il sottocaso n < 2k

Se n non è una potenza intera di 2, allora è certamente minore di una qualche potenza di due, poiché la successione 2,4,8,...,2k,... è superiormente illimitata. Dunque, senza perdita di generalità, sia m una qualche potenza di due che è maggiore di n.

Quindi, dati gli n termini, si indica con α la loro media aritmetica e si espande la lista in modo da avere m numeri:

xn+1=xn+2==xm=α.

Si ha dunque:

α=x1+x2++xnn=mn(x1+x2++xn)m=x1+x2++xn+mnn(x1+x2++xn)m=x1+x2++xn+(mn)αm=x1+x2++xn+xn+1++xmm>x1x2xnxn+1xmm=x1x2xnαmnm,

da cui

αm>x1x2xnαmn

cioè

α>x1x2xnn

come desiderato.

Dimostrazione di Pólya utilizzando la funzione esponenziale

George Pólya fornì una dimostrazione simile a quella seguente. Sia f(x)=ex1x, con derivata prima f(x)=ex11 e derivata seconda f(x)=ex1. Si osserva che f(1)=0, f(1)=0 e f(x)>0 per ogni x, perciò f è strettamente convessa con minimo assoluto in x=1. Ne segue che xex1 per ogni numero reale xcon l'uguaglianza se e solo se x=1.

Si consideri la lista di numeri reali non negativi x1,x2,...,xn. Se sono tutti zero, allora la disuguaglianza MA-MG vale con l'uguale. Quindi in seguito si considererà la loro media aritmetica α>0. Dalla disuguaglianza precedente applicata n volte, si ottiene che

x1αx2αxnαex1α1ex2α1exnα1=exp(x1α1+x2α1++xnα1),(1)

con l'uguaglianza se e solo se ogni xi=α. L'argomento della funzione esponenziale può essere semplificato nella seguente maniera:

x1α1+x2α1++xnα1=x1+x2++xnαn=nn=0.

Ritornando alla (1),

x1x2xnαne0=1,

che produce x1x2xnαn, e quindi l'enunciato[3]

x1x2xnnα.

Generalizzazioni

Disuguaglianza MA-MG pesata

Esiste una disuguaglianza simile per la media aritmetica pesata e la media geometrica pesate. In modo specifico, siano x1,x2,...,xn numeri reali non negativi e w1,w2,...,wn i loro rispettivi pesi (non negativi). Si definisca inoltre w=w1+w2++wn. Se w>0, allora vale la disuguaglianza

w1x1+w2x2++wnxnwx1w1x2w2xnwnw

e diventa una uguaglianza se e solo se tutti i xk con i wk>0 sono uguali. Qui si usa la convenzione 00=1.

Se tutti i wk sono uguali a 1, la disuguaglianza si riduce a alla MA-MG non pesata analizzata precedentemente.

Dimostrazione usando la disuguaglianza di Jensen

Usando la disuguaglianza di Jensen per il logaritmo naturale, si può dimostrare la disuguaglianza fra la media aritmetica pesata e la media geometrica pesata affermata prima.

Poiché un xk con peso wk=0 non ha nessuna influenza sulla disuguaglianza, si può assumere che tutti i pesi sono positivi. Se tutti i numeri xk sono uguali, allora vale l'uguaglianza. Pertanto, rimane da provare la disuguaglianza stretta se non sono tutti uguali, che in seguito verrà assunto. Se almeno uno degli xk è nullo (ma non tutti), allora la media geometrica è zero, mentre la media aritmetica pesata è positiva, perciò vale la disuguaglianza stretta e allora si può assumere anche tutti i xk sono positivi.

Dal momento che il logaritmo è una funzione strettamente concava, la disuguaglianza di Jensen e le proprietà del logaritmo implicano

ln(w1x1++wnxnw)>w1wlnx1++wnwlnxn=lnx1w1x2w2xnwnw.

Poiché il logaritmo è strettamente monotono,

w1x1++wnxnw>x1w1x2w2xnwnw.

Altre generalizzazioni

Altre generalizzazioni della disuguaglianza fra media aritmetica e media geometrica sono:

Note

  1. Template:Cita libro
  2. Cauchy, Augustin-Louis (1821). Cours d'analyse de l'École Royale Polytechnique, première partie, Analyse algébrique, Template:Webarchive Paris. La dimostrazione della disuguaglianza tra le due medie può essere trovata dalla pagina 457.
  3. Template:Cita libro

Voci correlate

Collegamenti esterni

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